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martedì 16 ottobre 2012

SALVIAMO I 100 CANI DEL CANILE DOMICELLA

CON LA PRESENTE PETIZIONE CHIEDIAMO AL SINDACO DEL
COMUNE DI DOMICELLA (AV) E/O AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI
DOMICELLA (AV) E A TUTTE LE AUTORITÀ COINVOLTE E COMPETENTI, DI PRENDERE APERTAMENTE POSIZIONE IN RELAZIONE A
QUANTO SEGUE:

- Avendo vinto un appalto al ribasso, negli anni scorsi il gestore del canile Pet Village, sito in Domicella (AV), Via Fossato Pompeiano n.1 si è “aggiudicato” la gestione dei cani di diversi Comuni dell’area avellinese e napoletana;
- A seguito del trasferimento dalle altre strutture, il canile Pet Village è arrivato nel 2011 ad ospitare circa 150 cani;
- In conseguenza delle numerose segnalazioni aventi ad oggetto le pessime condizioni igienico sanitarie in cui erano detenuti i cani presso il canile, nell’aprile del 2011 detta struttura veniva sottoposta a sequestro da parte della Guardia di Finanza, con divieto di accogliere altri cani ed obbligo di mettere a norma la struttura entro 60 giorni, pena la revoca dell’autorizzazione sanitaria e la chiusura dell’attività;
- Decorso tale termine, la struttura è stata riaperta, previo parere favorevole del Servizio Veterinario dell’ASL di Avellino, per poi essere nuovamente sequestrata nel 2012, con analoghe prescrizioni;
- Da un recente accesso, è emerso che le condizioni sia della struttura che dei cani in essa detenuti non sono affatto migliorate rispetto a quelle accertate all’epoca del sequestro, non essendo rispettate le prescrizioni della normativa regionale e nazionale;
- Segnatamente, i cani sono detenuti in box di limitata capienza, recintati con reti arrugginite e aventi semplici lamiere come copertura; essi sono privi di pavimentazione impermeabile, nonché, per la maggior parte, di un giaciglio per l’animale; sono presenti canali di scolo a cielo aperto, con conseguente ristagno di liquami ed escrementi vari, che provoca un odore nauseabondo ed il proliferare di insetti, con grave rischio infettivo sia per gli animali che per chi è preposto a custodirli; manca totalmente un adeguato sistema di drenaggio delle acque e dei liquami;
- L’aspetto più grave riguarda LE PESSIME CONDIZIONI IGIENICO SANITARIE IN CUI SONO DETENUTI i cani, i quali appaiono non solo scheletrici e denutriti, ma anche pieni di pulci, zecche, parassiti e, quindi, visibilmente malati;
- Inoltre, la promiscuità dei cani di taglia grande e piccola, cuccioli e adulti, all’interno dello stesso box determina la morte dei più deboli per stenti o perché sbranati dagli altri cani;
- Le condizioni di detenzione dei cani sono in evidente contrasto con le prescrizioni della Legge della Regione Campania n.16 del 24.11.2001, di attuazione della legge nazionale n.281 del 1991 sulla tutela degli animali di affezione, nonché con quanto prescritto dall’ordinanza del 16 luglio 2009 sulla “tutela ed il benessere degli animali di affezione”, volte a garantire una vita dignitosa ai randagi chiusi nei canili;
- Tali normative stabiliscono precisi obblighi a carico del Servizio Veterinario dell’ASL competente per territorio sulla struttura, il quale resta comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi;
- Dal canto loro, i Sindaci dei Comuni restano responsabili dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni, dovendo – fra l’altro – assicurare la microchippatura dei cani con contestuale iscrizione all’anagrafe canina, nonché la sterilizzazione degli stessi ed il possesso, da parte della struttura che li ospita, dei requisiti strutturali e delle condizioni di mantenimento degli animali almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dai rispettivi regolamenti attuativi;
- A quanto risulta, il gestore ha nuovamente richiesto di poter riaprire la struttura, nonostante la stessa versi tuttora nelle sopra descritte condizioni;
quanto sopra premesso, l’esponente FA ISTANZA affinché la S.V. effettui tutti i necessari accertamenti, al fine di verificare la conformità o meno a legge della situazione sopra descritta, individuando – se del caso – anche i responsabili e prendendo tutti i provvedimenti del caso e di legge; in particolare, viste le reiterate violazioni da parte del gestore, evidentemente non in grado di mettere a norma la struttura, si richiede che questa venga definitivamente chiusa, con conseguente redistribuzione dei cani nei canili limitrofi che possano garantire un maggiore rispetto della normativa ed una migliore tutela del benessere dei randagi.

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