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martedì 19 marzo 2013

Chiedi a Obama di vietare le trivellazioni nell’Artico

La notte dell’ultimo giorno del 2012 una delle piattaforme petrolifere della Shell si è arenata lungo le coste dell’Alaska, mentre a novembre il motore di un altro impianto per le perforazioni ha preso fuoco.

A settembre, i tentativi di Shell di testare il proprio sistema di contenimento delle fuoriuscite di petrolio hanno clamorosamente fallito e sono state registrate palesi infrazioni sui livelli di inquinamento delle emissioni dei mezzi navali usati da Shell.

Ciò ha portato all’apertura di un’indagine da parte del governo USA che è stata resa pubblica la scorsa settimana.

L’indagine ha dimostrato che le operazioni di Shell nell’Artico sono un disastro: nemmeno la migliore azienda è in grado di trivellare l’Artico in sicurezza.

Obama ha ora tutte le prove per giustificare un divieto permanente alle trivellazioni nell’Artico, ma solo tu puoi convincerlo ad agire. Clicca qui e chiedigli di proteggere l’Artico. Per sempre.

Shell sapeva bene che i suoi impianti avrebbero rappresentato una grave minaccia alla sicurezza ma solo i ripetuti guasti alle apparecchiature e le proteste dell’opinione pubblica hanno costretto l’azienda a fare una pausa nella corsa caotica allo sfruttamento dell’Artico.

Il governo degli USA sicuramente si sta pentendo di aver concesso i permessi a Shell, e ora ha la possibilità di rimediare.

Manda un messaggio a Obama e chiedi che le trivellazioni nelle acque artiche vengano vietate, per sempre.

Se Obama non interverrà, potrebbe essere ricordato come l’artefice del più grave disastro petrolifero nelle fredde acque artiche.

Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo gli hanno già scritto. Il nostro obiettivo è diventare 500 mila.

Andremo avanti con la nostra campagna fino a quando le industrie del petrolio non lasceranno l’Artico. Per sempre.

Clicca qui per fermare Shell e salvare l’Artico.

Grazie
Greenpeace Italia